Chi sono

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Sauto con amore i miei ex amici vegani e vegetariani che stanno levando l’amicizia dopo il post sul cibo.
Direi che necessitando di spazio posso dirvi che mi piace l’odore della benzina (anche se sperimento sui miei mezzi generatori di idrogeno e aggeggi per consumare meno).
 
Non credo nella chiesa e nei preti (anche se visito tutte le chiese dei posti dove vado).
 
Adoro Gesu (anche se lo vedo come uno dei tanti semplici uomini illuminati che sono scesi sulla terra per aiutarci a risvegliarci).
 
Non disdegno sesso droga e rock ( ATTENZIONE, non sto dicendo che vado a prostitute,che mi devasto di canne e sono sul cubo come ragazzo immagine).
 
Studio poco, faccio da sempre della mia vita un esperienza per andare oltre le mie convinzioni, per non rimanere identificato al mio ego.
Trasmetto alle persone solo quello che ho vissuto, quello che ho capito ed interiorizzato.
Nella vita ho esplorato moltissimi aspetti, quello sessuale attraverso percorsi tantrici profondi e concreti.
Quello spirituale incontrando Osho, lo yoga, i tarocchi ecc..
Quello shamanico (sono un presenter certificato di trance dance, caccia all’anima e animale interiore ecc ..)
Quello psicologico passando dalla depressione all’analisi fino a diventare un counselor
Quello tecnico passando da giovane CB sino a lavorare per i maggiori network in FM e aprendo varie webradio per altri sino alla gloriosa NEWLIFERADIO.
Musica a quintali e Percussioni (suono da 30 anni congas djembè bongos e altri ammennicoli)
Quindi: se sulla mia bacheca trovate:
Massaggi tantrici
Tarocchi
Coaching
Corsi su energia sessuale e consapevolezza estrema
Trance Dance
Costellazioni quantiche
e cose varie tecniche su radio,trasmettitori,musica ecc..
Sappiate che è tutto quello che ho sperimentato nella vita.
Se cercate un maestro asceso, un alchimista, un guru, un talebano di veganismo, fedeltà, ambientalista, animalista, politicamente schierato in un partito,
STICAZZI! Sono solo un DIO che si sta accorgendo di esserlo. (ah, dimenticavo che sono modesto!) 🙂

La mia storia, le mie esperienze di vita

La prima cosa che c’è da domandarsi è proprio questo, Chi sono? Ci sono? Sono?

Ho iniziato il mio percorso di ricerca interiore fuggendo dal mio paese che,negli anni 80 si stava riempiendo di eroina.

Ho sempre condiviso insieme al mio gruppo di amici tutte le cazzate che si fanno nell’adolescenza. Poi però quando l’eroina è iniziata a girare nel gruppo ho scelto di distaccarmi perchè non si trattava più di fumarsi una canna, bersi un bicchiere di vino in più, ho sentito una onda oscura che stava avvolgendo quel gruppo di ragazzi, io non volevo essere li.

Avevo una macchina che mi avevano regalato ancora prima di avere la patente, una grandiosa fiat 124 , perfetta, parcheggiata sotto casa nell’attesa di passare l’esame.

Non avevo tempo di aspettare però dovevo fuggire. Sono partito una mattina con la macchina alla volta di Firenze (vivevo in un paesino a 30 km nelle colline), l’idea fu di parcheggiare la macchina e cercare il primo posto che mi avesse attirato. Cosi successe, camminai una mezzoretta per le vie del centro e lessi su una targa dorata accanto ad un portone di quelli enormi, antichi, come solo nelle meravigliose città storiche si trovano. Una targa dorata dove c’era scritto “Scuola internazionale di yoga”.

Non sapevo niente di yoga, meditazione e tutto quello legato alla crescita personale.

Conoscevo la bellezza dei colori dell’india, i profumi d’incenso, le musiche..

Ho sempre frequentato discoteche alternative, dove afro, funky, musiche indiane erano la colonna sonora, poi il misticismo del Baba che fuma il cilum, quindi ogni fumata era dedicata a shiva ..”aribooom, bumaleeekk, shiva shankaaarrr”.. un insieme di frasi inutili per dedicare la fumata a qualcosa di inconsapevole. Tanto sballo ,ma shiva non è mai venuto a salutarmi !!

Le uniche piccole pillole che mi arrivarono furono la lettura di “101 storie zen” e di “A scuola dallo stregone ” di Castaneda ma non  ci capivo molto.

Mi infilai in quella scuola e trovai “casualmente” l’insegnate e sua moglie proprio all’entrata.

Erano 2 vecchietti di circa 80 anni ma con occhi profondissimi,entrambi.

Non dissi altro che volevo iscrivermi, come se sapessi tutto sullo yoga e pronto ad approfondire le mie ricerche. Probabilmente capirono che ero completamente ignaro di cosa era lo yoga, ma mi accolsero e la settimana seguente ero pronto a fare gli ASANA .

Passò un anno di stiramenti, posizioni, visioni diverse. In poco tempo non avevo più relazione con la maggior parte del mio gruppo di amici e le mie letture passavano  da Leo Buscaglia “vivere amare capirsi” a siddharta, passando dal Gabbiano jonathan livinstong.

Lasciai la scuola di yoga perche mi stava stretta l’imposizione di posizioni e pensiero e passai a provare il saja Yoga, un po più mentale, ma non ci stavo dentro, troppo mistico, avevo bisogno di capire prima di affidarmi ad un misticismo astratto.

Avevo ancora relazioni con qualcuno di molto vicino a me del gruppo di persone con cui facevamo baldoria in tempi passati.

Massimiliano “seghine”(era alto e secco) era la persona con cui avevo passato la maggior parte del mio tempo, dalle discoteche afro alle uscite con le ragazze sino alla condivisione dei “perche” mistici.

Conobbe un certo Stefano che faceva lo yoga del pensiero, una sorta di coach mentale (parlo dell’89 ) che ci porto a fare analisi sul pensiero e pulizia del pensiero limitante. Ero ancora troppo inconsapevole e non riuscivo ad andare oltre . Quando mi accorsi che stavo raccontandomi delle cazzate tanto per poter dire cose la sera degli incontri, abbandonai il percorso e ripartì per la mia strada di ricercatore.

Gli anni a seguito furono piuttosto difficili.

Lavoravo come restauratore ceramico in una bottega artigiana fiorentina. Arte, storia, cultura erano ciò che mi circondava a tutto tondo. Non ho mai studiato arte e restauro, ma si sa, il destino ti porta dove serve per prepararti al cambiamento.

In quegli anni iniziai a frequentare il mondo “trasgressivo ” della città. Il paese offriva ben poco per i ragazzi e come ho detto prima, la noia e il vuoto lasciano porte aperte a sballi per evadere.

Iniziai a frequentare  locali di tendenza e con quel tipo di pubblico anche la parte di “additivi” cambiò radicalmente.

Furono tempi di illusione cosmica. Avevo iniziato a percorrere una via di introspezione molto profonda, ma tutto veicolato da sostanze che mi avrebbero in seguito fatto perdere completamente tutta la strada fatta(virtualmente).

Arrivò il periodo della chiamata alle armi. Fortunatamente fui strappato da un mondo illusorio dove il mistico si legava alla follia.  Avevo percorso migliaia di km nella profondità dell’ego, capendo gli incastri mentali, le meccaniche del comportamento, le vibrazioni sensoriali. Ma quando staccai la spina, mi ritrovai in quella che il Sommo definiva “selva oscura” e veramente ritrovare la retta via fu un durissimo lavoro.

La storia è semplice. Quando usi delle sostanze, nemmeno naturali (in quel caso la natura offre dei maestri per delle domande),  si rischia di portare l’attenzione e basare il proprio percorso proprio su queste visioni.

In breve, smettendo di assumere sostanze, in pochissimo tempo mi trovai senza un passato intenso e senza una strada per il futuro tracciata. Scomparve tutto, rimase un buio infinito dove l’immobilità era la cosa più sicura che avevo.

Avevo cavalcato strati di subcoscienza, avevo visto tutti i meccanismi e non avevo bisogno nemmeno di farne l’esperienza, sembravano già scritti dentro il mio essere. Scomparve tutto.

Nel breve periodo del militare tornai a fare quello che mi riusciva meglio, divertirmi.

Il fato mi aveva premiato con il primo mese, luglio,  in una caserma a Savona, quindi già dal primo giorno, alle 17 usci e andai a godermi il mare.

Nei giorni seguenti mi feci declassare di quarta  (significa che per qualche motivo fisico, niente guardie, niente marce, niente campi di formazione) usando la mia paraculaggine ormai conclamata.  In seguito alla chiamata per andare a sparare al poligono già mostravo la mia follia. La mattina quando il capitano fece alzare tutti gridando che un camion aspettava fuori, io mi girai dall’altra parte del letto e mi riaddormentai.  Quando tornarono fui portato dal supermegadirettore e rischiai giorni di rigore, andò bene. Il secondo giorno di poligono, quando il capitano inizio a gridare a tutti di svegliarsi, venne da me e mi buttò giù dal letto, e io mi alzai.

Quando però mi videro arrivare al camion, ero vestito con scarpe da ginnastica, pantaloncini corti e maglietta (servivano gli anfibi, pantaloni seri e giaccone ). Non partì nemmeno quel giorno e riuscì a schivare il carcere anche il secondo giorno.

Il secondo mese fu a Bologna, dove tra feste dell’unità, donne e musica, il tempo passava alla grande.  Arrivò l’autunno e tutta la spensieratezza (provate a chiedere a qualche maschio di leggere questo pezzo, parlare del militare cosi è follia) svanì. Finite le feste, le girate con gruppi di persone, cene e incontri. Dovevo fare qualcosa.

Andai dal mio comandante e gli spiegai che non mi stavo più divertendo, che tutta quella roba degli “attenti, riposo, presentat arm..” erano una grande cagata, io mi ero rotto le scatole, me ne volevo andare a casa.

Iniziai a sabotare le cose.  Ero stato assegnato ad un week dove si rimaneva chiusi in una stanzina per 2 giorni, a guardia di un cancello che non veniva mai usato il sabato e domenica.  Quel week volevo andare a ballare, che fare?

Mi autorizzai da solo un cambio con un altro militone, andai a ballare e quando tornai la domenica mattina, c’erano marescialli comandanti e colonnelli ad aspettarmi..tutti in fila.

Quei 15 giorni di rigore mi fecero proprio stufare. Da li ad un mese mi volevo vedere fuori da quella caserma.

Chiamai il capitano e dissi che ero stressato…:) visita all’ospedale militare. Primo colloquio con gli psicologi, la strategia era quella di spingere sulla mancanza di affetti, la mamma, il babbo, il fratello, il cane..

Riusci a farmi i primi 15 giorni a casa. Capì che potevo farcela.

Avendo fatto l’esperienza dello yoga mentale, avevo imparato una sorta di disciplina del pensiero, in quel caso la usai per entrare in una pseudo depressione da poter mostrare agli psicologi . Quindi mi studiai gli atteggiamenti, sguardo basso, mani unite e sudate, tono della voce tremolante. Altra commissione di psicologi bleffata. Ora speriamo nel congedo. A dicembre arrivò a casa quel bel foglio con su scritto “non abile alla vita militare”. Che paraculo.

RITORNO A CASA

 

Difficile poter raccontare quello che successe negli anni seguenti, almeno i successivi 4 perché  è stato un susseguirsi di continui cambi di prospettiva. Lavori, amicizie, donne, esperienze mistiche… insomma un primo approccio al caos interno manifestato nella materia.

L’incontro con una ragazza, Daniela, mi fece cambiare un bel po’ la prospettiva di evoluzione, almeno quella spirituale, incontrai il mondo di OSHO.

continua………..